L’importanza di una buona storia

“Al principio fu creato l’Universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa”. (Douglas Adam, 1980). Abbiamo la tua attenzione? Tanto tempo fa uomini e donne hanno deciso di raccontare e poi scrivere storie per descrivere il mondo alle generazioni successive. L’obiettivo di questi racconti era spiegare il mondo attraverso divinità ed eroi posti di fronte a dilemmi morali: il pubblico avrebbe imparato una lezione dal destino dei protagonisti. Ai giorni d’oggi chiunque può scrivere – o raccontare – storie, ma molti ne sottostimano l’impatto. In che modo le storie possono motivare gli studenti, quando hanno da risolvere esercizi di matematica?

Raccontare storie: una rapida panoramica della storia dell’umanità

Sapete quanto sono antichi i primi racconti? Beh, dipende da cosa consideriamo tali. Per esempio, le pitture rupestri che sono state ritrovate nel sud della Francia (come quelle nelle grotta di Chauvet) sono databili a 37000 anni fa! Sebbene il significato delle raffigurazioni sia attualmente sconosciuto – e rimarrà probabilmente per sempre un mistero – esse possono essere considerate la prima testimonianza “scritta” dell’arte del raccontare. La tradizione della narrazione orale non ha lasciato tracce, mentre l’Epopea di Gilgamesh è generalmente considerata la prima storia scritta, risalente a più di 5000 anni fa. Da allora, molte altre storie sono state raccontate, che mescolavano elementi storici, religiosi e mitologici: l’Iliade di Omero, il De Bello Gallico di Cesare, la Bibbia ecc. L’obiettivo primario di queste storie era, di fatto, pedagogico: esse venivano utilizzate per insegnare storia o religione e, cosa più importante, potevano essere utilizzate per insegnare qualcosa a una popolazione che non era in grado di leggere.

I racconti e altre storie di narrativa prive di significati filosofici sono piuttosto recenti, ma i primi esempi che possiamo trovare sono racconti di viaggi e di animali o edifici sconosciuti. Queste opere volevano informare, naturalmente, ma lasciavano spazio all’immaginazione del pubblico: il mondo esterno è descritto come ricco di meraviglie, ma solo pochi coraggiosi esploratori riescono ad ammirarle.

Figura 1 Viaggio, Ar130405 (Pixabay)

Dove la matematica e le storie si incontrano

Il progetto VisitMath punta a interessare studenti collegando la matematica alla realtà, ma l’aggiunta di storie ai tour matematici danno un pizzico di divertimento in più alle visite. Gli studenti sono spinti ad aiutare un personaggio – un abitante della città che visitano o una figura leggendaria della zona – a completare una missione, utilizzando le loro capacità matematica e di osservazione. Al termine della storia, vengono ricompensati dal personaggio, che celebra le loro abilità. Come le storie antiche, anche quelle sviluppate in questo progetto puntano ad utilizzare la tradizione scritta per tramandare conoscenze ai posteri.

Se dovessimo riassumere di che tipo di storie parliamo, potremmo dire che sono racconti su una situazione problematica (che appare nelle prime pagine) che deve essere risolta, più o meno strutturata come un esercizio di matematica: gli studenti si confrontano con un problema a cui devono rispondere grazie alle proprie abilità e conoscenze. Questo progetto può essere considerato una combinazione del meglio della matematica e dell’arte del raccontare, dove la magia di una bella storia incontra il mistero dei numeri.

Figura 2 La Navigazione, Placidplace (Pixabay)

Se volete integrare storie nelle vostre lezioni di matematica, assicuratevi di controllare la pagina Risorse del sito web  VisitMath : nei prossimi mesi ci saranno numerosissimi aggiornamenti!

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